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Perché uso i social_

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere un post che poneva la domanda sul perché si usasse cosi tanto Facebook.

Molte sono state le risposte, riportate in oltre 300 commenti: " Lo uso per lavoro e per seguire alcuni altri operatori del settore e vari corsi di aggiornamento", "Uso i social per lavoro il 70%, sano cazzeggio per il 30%",  "Leggo tutto ciò che concerne il mio lavoro, pubblicazioni brevi ,articoli, news...", "Sono entrata a far parte di gruppi in cui ci sono persone che hanno i miei stessi interessi, o con cui mi posso confrontare su argomenti che mi interessano", "Lo uso per rimanere in contatto con i miei amici e poter comunicare come la mia vita si sta evolvendo senza dover chiamare tutti di continuo", "Lo uso per curiosare nella vita dei miei amici" eccetera.

Tante sono stati i commenti, alcuni più banali ed altri più profondi ed interessanti.

Possiamo dire che il concetto più volte espresso è comunque l'esigenza di comunicare, ricevendo o inviando informazioni sentendosi cosi parte di un gruppo.

Se dovessimo spiegare questo fenomeno con la famosa scala di Maslow, potremmo rifarci alla sfera dell'"Appartenenza al gruppo"... un bisogno che ci abbraccia tutti. Comunicare ci impreziosisce, ci arricchisce. Quante persone vediamo sole, rinchiuse in se stesse senza la possibilità di fare emergere il loro essere individuale e quindi unico. I social oggi possono aiutarci ad emergere, ci permettono di confrontarci e di sostenere i nostri principi e le nostre idee. Qualcuno li fuori ci ascolta.

Perché li utilizzo? I social sono oggi lo specchio della vita reale. Leggendo tra le righe di un post di un "amico" posso capire il suo pensiero, le sue idee, il suo modo di pensare e come affronta la vita con le sue difficoltà ma anche le sue opportunità e bellezze. Imparo a conoscerlo meglio perché credo che una migliore conoscenza possa avvicinarci reciprocamente.

Allo stesso modo li utilizzo per fare conoscere me stesso alla mia cerchia di "amici social": gli altri più vicini mi conoscono già (o almeno dovrebbero). 

E poi, non nascondiamolo, i social ci permettono anche di trovare tante informazioni, spunti di riflessione, opportunità che nessun altro media oggi può garantire. Ci permettono di fare informazione su specifiche tematiche a noi più care e perché no, qualche volta lanciare qualche sassolino per vedere le reazioni. Mi diverto tantissimo anche a fare debunking sulle famose "fake news"... anzi dovremmo farlo tutti!

Sui social puoi trovare un consiglio su un libro, un film, sul proprio hobby oppure una recensione di uno spettacolo o di un cd. Su ogni singolo argomento puoi commentare come si potrebbe fare tra amici in salotto, in un grandissimo salotto, senza peli sulla lingua e senza troppe inibizioni (anche se qualche volta qualche pelo, cioè il silenzio, non farebbe male). Non sempre abbiamo la fortuna di avere vicino a noi una persona preparata su un argomento specifico: sul web è possibile confrontarsi con chiunque anche ai più alti livelli. Magari commentare un brano direttamente con il suo autore, parlare di fisica e chimica con uno scienziato italiano o estero oppure chiedere informazioni ad un esperto in materia per capire seriamente se un'informazione è corretta o meno.

Al pari come se fossimo in una grandissima piazza della nostra città per dialogare tutti insieme!

Certo, come tutte le cose c'è il rovescio della medaglia: sta alla nostra intelligenza saper cogliere le cose positive. Del resto la maturità di ognuno di noi si misura in ogni istante della nostra vita. Anche sul web.

 

Pubblicato in prima revisione il 20-01-2018
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